diario

Volver

Mancavo dall’italia da quasi un anno. Ho preferito evitare di guardarla con gli occhi del blogger e godermela. Oltretutto queste ultime due settimane sono state un po’ spente dal punto di vista politico, il nuovo governo sì è appena insediato e l’unico dibattito che accende la curiosità dei media è capire se il nuovo Berlusconi, che tende la mano benevola all’opposizione, sia un bluff o una saggia strategia di comunicazione. Che bocca grande che hai, nonno…

Ho passato ua settimana a Rimini, una città da cui risulta difficile lanciarsi in analisi sull’italia: Rimini è un non-luogo, come gli aeroporti e lo spogliatoio dell’inter…le persone che gestiscono i bazar di souvenir nel lungomare sono tutti pachistani, le coppiette che passeggiano per la città sono in prevalenza tedesche e il turismo di massa è made in russia. Straniante. Allo stesso tempo ti ritrovi spesso davanti un’italia che non c’é piú (per radio ho ascoltato almeno tre volte "Come mai" degli 883), le persone sono disponibili, aperte, di buon umore.

Ho approfittato per mangiar tutto il mangiabile. La cucina italiana mi mancava parecchio. Quando mi lamento gli amici argentini  mi dicono che in argentina ci sono un sacco di ristoranti italiani e che questo dovrebbe bastare a togliermi di dosso la saudade culinaria. Non capiscono bene di che piatti io senta la mancanza, visto che la cucina argentina ha profonde influenze italiane e qui si può mangiare pasta fresca, gnocchi, polenta, ecc. Vaglielo a spiegare che quella che mi manca è la cucina italiana della gete comune, l’enorme varietà di alternative, le ricette regionali, le ricette di mia nonna, le ricette della mia vicina di casa, le ricette della vicina di casa di mia nonna. Questa cucina mi manca e nei ristoranti italiani non la si può trovare.

Ora ci si rituffa nel trafico porteño. Non ho seguito per niente che cosa succedeva in argentina in queste settimane. Scrivo questo post sull’aereo del ritorno e non so che cosa aspettarmi al mio arrivo: gli agricoltori avranno preso definitivamente il potere e De Angeli è il nuovo presidente della repubbilca? l’inflazione sarà schizzata alle stelle e scopro che devo vendere un rene per pagare il remis da ezeiza a casa? il fumo dei campi e la cenere del vulcano avranno unito le loro forze e non permetteranno all’aereo di atterrare? In queste settimane italiane ho conosciuto diversi argentini che vivono in italia e ho avuto modo di rendermi conto che hanno una visione tremendista di quello che succede nel loro paese. C’è da capirli, la maggior parte di loro è rimasta scottata diverse volte, dagli anni ‘70 al 2001. Ormai hanno ben radicata l’idea che "in argentina ogni giorno ce n’è una ed è impossibile vivere lì". C’é una parte di veritá in queste parole, ma é triste vedere un argentino ripetere i cliché che propongono i media in europa.

Tanto per cambiare gli argentini residenti in italia mi chiedevano se sono pazzo, che la mia è una missione suicida o nella migliore delle ipotesi autolesionista. E invece no, mi rendo conto perfettamente che per loro è difficile, che dev’essere terribile amare il proprio paese, ma non ritenerlo un posto adatto dove crescere i propri figli. Li capisco e mi dispiace per loro. Io però non vedo l’ora di arrivare a buenos aires, rivedere famiglia e gli amici argentini, rituffarmi nel fascino della città, bella e impossibile. Di godermi questa condizione privilegiata di tano.

foto

Napoli-tano

maglietta napoli aeroporto di buenos aires, argentina

Un negozio dell’Aeroporto Ministro Pistarini, Buenos Aires

Una precisazione: non è una foto di una selezione delle magliette che vende il negozio. Sono le UNICHE magliette che vende il negozio. Napule è mille culure…

diario

Per piccina che tu sia…

alessandria, stazione FS

Il blog va in pausa per una decina di giorni visto che tutta la redazione se ne va in italia, INCREDIBILMENTE per lavoro.

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Mi faccia il pieno, di verde

Martedì finisce la tregua con el campo e non ci sono segni di una svolta positiva. Prima che contadini e camionisti blocchino la Ruta 9 siamo tornati per l’ennesima volta sul luogo del delitto, la estancia la Macarena di San Pedro.

Posto un po’ di foto. Niente photoshop, è cielo vero.

america latina

Soldaditos bolivianos en Santa Cruz

Domenica la provincia boliviana di Santa Cruz voterá il referendum che Bossi & Co. sognano nei loro sogni piú torbidi. Il referendum è illegittimo e il risultato sembra scontato, ma a mo’ di augurio lascio Paco Ibañez che al teatro Olimpia di Parigi, nel 1699 cantava:

Pero aprenderás seguro,
soldadito boliviano,
que a un hermano no se mata,
que no se mata a un hermano,
que no se mata a un hermano,
soldadito de Bolivia,
que no se mata a un hermano.

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Noi stiam con chi lavora

plaza de mayo, primo maggio

Primo maggio, Plaza de Mayo, Buenos Aires

media

Quotidiani argentini. Quale leggere?

cafetería "4 gats", barcelona

Cafetería "4 Gats", Barcelona

Mani avanti: non si tratta di una guida, le opinioni espresse in questo post sono assolutamente personali.  Il nome del blog dovrebbe far intuire che qui funziona un po’ cosí… 

Non voglio fare una vera e propria rassegna dei principali quotidiani argentini, mi limito a condividere con voi il mio processo di selezione. In Italia avevo trovato un mio equilibrio: leggevo Il Manifesto, di solito accompagnato da un altro quotidiano piú o meno a caso (il Corriere, Repubblica, La Stampa), necessario per poter dire di vivere in questo mondo. In Spagna la scelta era piú o meno obbligata: nonostante non mi trovi sempre d’accordo ideologicamente, la qualitá de El País é fuori discussione, a partire dalla quindicina di pagina di Esteri con cui apre il giornale. 

E in Argentina? Che giornale leggere?

In famiglia hanno sempre cercato di vendermi Página/12. Quando eravamo in Italia Laura leggeva Il Manifesto e diceva "é uguale a Página". Anche la Vale sembra appoggiare questo parallelismo. Io mi permetto di dissentire, non trovo in Página/12 la qualitá del Manifesto. Anzi, non riesco proprio a leggerlo. Il grande punto in comune é che entrambi i giornali sono quasi completamente estranei a fenomeni di massa quali lo sport, la TV, il cinema americano, ecc.. Se Cristiano Ronaldo facesse 10 gol in rovesciata in una finale di Champions League non ne trovereste traccia su Página/12. Invece ci trovate l’inserto sulla storia della filosofia di José Pablo Feinmann o tutta la cronaca dell’ultimo congresso di psicoanalisi-marxista. Ma il grande difetto di Página/12 sembra essere l’appoggio spassionato al governo, spesso indifendibile. Read more…